GOAL 13 / Lotta contro il cambiamento climatico

di Monia Torre

I cambiamenti climatici hanno scala globale e natura multidimensionale, questo significa che coinvolgono aspetti economici, sociali e ambientali e richiedono strategie di risposta sistemiche e integrate, che riguardano tutti i Paesi in maniera urgente. L’UNDP ha stimato che i cambiamenti climatici sono responsabili ogni anno di perdite economiche nell’ordine di centinaia di miliardi di dollari, e che tra il 1998 e il 2017 abbiano ucciso 1,3 milioni di persone e causato 4,4 miliardi di feriti.
Gli accordi collegati alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, come il Protocollo di Kyoto del 1997 e gli accordi di Parigi del 2015, impegnano 195 Paesi a:
– contenere l’aumento della temperatura media globale a 2°C (possibilmente 1,5°C) oltre i livelli preindustriali

– elaborare strategie di mitigazione per la riduzione delle cause delle emissioni(che dovrebbero vedere una riduzione del 45% fra il 2010 e il 2030) e di adattamento, per difendersi dalle conseguenze.

I sotto-obiettivi del Goal 13 sono in linea con questi intenti e ribadiscono –  fra gli strumenti di attuazione – la mobilitazione di 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 per affrontare le esigenze dei Paesi in via di sviluppo per le azioni di mitigazione e adattamento.

E in Italia?
In Italia le emissioni di gas serra sono in diminuzione dal 2005, un risultato attribuibile per il 75% alla caduta delle attività produttive a causa della crisi economica (ASviS), tuttavia nel 2017, secondo le stime elaborate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), le emissioni di gas serra sono diminuite dello 0,3% a fronte di un incremento del Pil dell’1,5%, segno di un’efficace tendenza al “disaccoppiamento” fra crescita economica e impatto ambientale. Un quarto delle emissioni dipende invece dai consumi delle famiglie legati in particolare al riscaldamento e raffreddamento e al trasporto (ISTAT).
Le iniziative di cui necessita il nostro Paese su questo fronte sono di due tipi. Da una parte bisogna intervenire nella gestione sostenibile del territorio con il coinvolgimento delle città, che sono quelle che possono contribuire maggiormente alla soluzione del problema energetico-climatico, e con la manutenzione delle infrastrutture, considerando che le calamità legate anche ai cambiamenti climatici si stanno intensificando (frane, alluvioni, incendi boschivi, nubifragi, fenomeni climatici estremi, ondate di calore, deficit idrici). Dall’altra, secondo ASviS, è urgente concludere l’iter di approvazione del Piano d’azione nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, presentato a luglio 2017, e rafforzare la ricerca scientifica in aree fondamentali come lo sviluppo di tecnologie “Beccs”, in grado di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera, di cui vanno approfonditi i possibili i rischi.