GOAL 12 / Consumo e produzione responsabili

 

di Cristiana Pulcinelli

Nel corso degli ultimi anni il consumo di risorse materiali è cresciuto moltissimo nel mondo: nel 2017 ha raggiunto 92,1 miliardi di tonnellate, nel 1970 erano 27 miliardi. Anche il consumo per persona è aumentato: se nel 1990 venivano usate 8,1 tonnellate di risorse naturali per soddisfare i bisogni di una persona, nel 2015 ne servivano 12.
Consumiamo quindi più risorse rispetto a quelle che gli ecosistemi siano in grado di fornire. Secondo il Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale, per soddisfare la domanda di risorse naturali occorrerebbero 1,7 Terre.
È necessario agire in tempi brevi per far sì che il consumo corrente non porti a un eccesso di sfruttamento delle risorse o a un ulteriore e irreversibile degrado ambientale. Bisogna quindi migliorare l’efficienza, ridurre la quantità di rifiuti e implementare le pratiche sostenibili. L’Agenda 2030 punta sulla transizione verso un modello di economia circolare,  che utilizzi il riutilizzo e il riciclo, assicurando una crescita economica più coerente con la tutela dell’ambiente.
I target dell’obiettivo 10 quindi puntano su una gestione sostenibile delle risorse naturali nelle attività di produzione e distribuzione, un consumo consapevole, un efficiente ciclo dei rifiuti, una riduzione dello spreco alimentare, il raggiungimento di adeguati standard di eco-compatibilità nella gestione delle sostanze chimiche e dei rifiuti, lo sviluppo del turismo sostenibile. E’ evidente che il raggiungimento di questi target avrebbe un effetto positivo anche su altri obiettivi dell’Agenda 2030.

E in Italia?
Negli ultimi quindici anni in Italia si è registrato un calo nel consumo di risorse naturali, il che colloca il nostro Paese in una posizione virtuosa in Europa. Il consumo di materia è tornato  però a crescere con la ripresa delle attività produttive, raggiungendo, nel 2017, 8,2 tonnellate pro capite, rimangono molto alte le disparità regionali (ISTAT). Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, nonostante segnali positivi (ad esempio, la percentuale di rifiuti urbani conferiti in discarica è diminuita dal 60% del 2004 al 23% del 2017), l’Italia è ancora indietro rispetto ai target di raccolta differenziata. E’ in crescita anche l’incidenza del turismo sui rifiuti, a seguito della ripresa dell’intensità turistica degli ultimi tre anni.