GOAL 9 / Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione

di Monia Torre

 

Il nono Goal previsto dall’Agenda 2030 è propedeutico a molti altri obiettivi di sostenibilità. Potenziare e ammodernare le infrastrutture è infatti necessario per sostenere nel tempo i servizi come sanità, istruzione, approvvigionamento energetico e idrico, trasporti e gestione dei rifiuti. Oltre che sostenibilità ambientale, tali infrastrutture devono garantire un accesso equo e conveniente per tutti.
Sulle differenze a livello globale nella disponibilità di infrastrutture primarie, l’UNDP calcola che nei paesi in via di sviluppo 2,6 miliardi di persone non hanno accesso all’elettricità costante e appena il 30% dei prodotti agricoli è sottoposto a processi industriali, rispetto al 98% dei Paesi ad alto reddito. Inoltre, in alcuni Paesi africani a basso reddito i vincoli infrastrutturali riducono la produttività delle imprese di circa il 40%. Proprio ai paesi in via di sviluppo sono indirizzati specifici target che promuovono il sostegno finanziario, economico e tecnico, in particolare nelle ICT (Information and Communications Technology), l’accesso economico a Internet per tutti, e la promozione di un ambiente politico favorevole, tra le altre cose, alla diversificazione industriale e a conferire valore alle materie prime. Riguarda tutte le nazioni il target 9.5, che si sofferma sulla funzione di ricerca e sviluppo (R&S) nella crescita economica e produttiva, di sviluppo sociale e di tutela ambientale.

E in Italia?
Il sistema della R&S italiano sconta un ritardo strutturale rispetto a quello dell’Ue, il divario è particolarmente marcato nel numero di ricercatori impiegati. L’ultimo triennio ha comunque segnato alcuni miglioramenti, con un maggior numero di imprese che hanno investito sulle competenze digitali, con un aumento dal 12,9% al 16,9% nel solo 2018 (ASviS), e che hanno introdotto innovazioni tecnologiche, pure con forti divari a livello territoriale (ISTAT).
Per quanto riguarda gli altri fabbisogni infrastrutturali, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile individua dei miglioramenti normativi, introdotti fra il 2016 e il 2017, che mettono al centro la pianificazione strategica e quindi l’individuazione delle reti di infrastrutture necessarie per la connessione del paese, nonché la valutazione ex-antedelle opere, con la considerazione dei costi e dei benefici delle singole infrastrutture. Ammodernamento della rete stradale, sostanzialmente fermo da anni, e trasformazione digitale di tali infrastrutture, richiedono invece, sempre secondo ASviS, maggiori investimenti e piani di azione specifici.