GOAL 8 / Un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

di Monia Torre

Nonostante la recessione globale iniziata nel 2008, negli ultimi 25 anni i lavoratori in condizioni di povertà (cioè con un guadagno giornaliero inferiore a 3,20 dollari al giorno) sono diminuiti drasticamente, tuttavia, nel 2018 se ne stimavano ancora 700 milioni nel mondo. Allo stesso modo, è diminuito il tasso di disoccupazione, dal 6,4% del 2000 al 5,6% del 2017, con un numero stimato di disoccupati di 172 milioni (UNDP).
Fra i sotto-obiettivi (target) dell’Agenda 2030 c’è certamente il miglioramento di questi e altri parametri di tipo quantitativo, come l’aumento del PIL e della produttività attraverso l’innovazione tecnologica, e la riduzione significativa dei giovani che non studiano e non lavorano (definiti NEET).
D’altra parte, l’Agenda 2030 si caratterizza per il ruolo centrale ricoperto da una serie di target di tipo qualitativo che promuovono azioni:
– inclusive a livello sociale, ad esempio volte a superare la disparità di genere nei guadagni che vede una differenza nella retribuzione media fra uomini e donne del 12,5% (UN) e a garantire luoghi di lavoro sicuri con adeguate tutele, oltre che ad adottare misure per eliminare il lavoro forzato e infantile;
– sostenibili sul piano ambientale, con la promozione dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse naturali e un’attenzione particolare al turismo sostenibile, come strumento di tutela ambientale, di creazione di occupazione, e di valorizzazione della cultura locale.

E in Italia?
A differenza della tendenza mondiale e nonostante una crescita del 3,6% nell’ultimo decennio, nel 2018 in Italia il tasso di disoccupazione (10,6%) è stato quasi doppio rispetto ai livelli pre-crisi, mentre il Pil pro-capite è diminuito (ISTAT). Nella lenta ripresa a livello occupazionale, si sono affermate le differenze per genere e per età, e il numero di NEET ha raggiunto il valore più alto d’Europa.
In questo quadro, l’ASviS ha individuato alcune criticità su cui bisognerebbe agire e che riguardano elementi quantitativi – in particolare la necessità di aumentare la produttività economica con attenzione a settori ad alto valore aggiunto e ad alta intensità di manodopera e di porre obiettivi chiari di piena occupazione – accompagnati da misure pensate per proteggere i diritti del lavoro e promuovere un ambiente di lavoro sicuro e protetto per tutti i lavoratori. Resta fondamentale, ancora secondo l’ASviS, implementare le norme che riguardano la sostenibilità ambientale.