GOAL 10 / Ridurre l’ineguaglianza

La ricchezza del mondo è sempre più concentrata in poche mani: secondo i dati di Oxfam International (una Ong molto attiva sui temi della povertà e delle disuguaglianze) nel 2018 solo 26 individui possedevano la ricchezza di 3,8 miliardi di persone, la metà più povera della popolazione mondiale. Nel 2017 erano 46 e, nel 2016, 61.
Le disuguaglianze, come si vede già solo da questi dati, sono enormi e sono in aumento, sia tra una nazione e l’altra, sia all’interno di molti paesi. In generale, queste disparità vengono considerate uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo sostenibile perché limitano le opportunità di partecipare alla vita dei gruppi sociali, minano la coesione e lo sviluppo della società e addirittura la legittimità dei sistemi democratici, poiché vengono percepite come «ingiustificate».
Per raggiungere l’obiettivo 10, sono previsti 10 target che mirano alla crescita del reddito delle classi più povere; alla promozione dell’inclusione sociale, economica e politica per tutti; a garantire le pari opportunità eliminando leggi e pratiche discriminatorie; all’adozione di politiche di protezione sociale; a migliorare la regolamentazione dei mercati finanziari globali; a facilitare la migrazione ordinata e sicura delle persone e a una maggiore rappresentanza e una maggiore voce dei paesi in via di sviluppo nel processo decisionale all’interno delle istituzioni economiche e finanziarie internazionali.
Qualcosa è stato fatto in questi anni, se è vero che tra il 2010 e il 2016 in 60 dei 94 paesi di cui abbiamo dati a disposizione, il reddito del 40% più povero della popolazione è cresciuto a un tasso più alto rispetto al resto della popolazione, ma visto che il punto di partenza era molto basso, l’incremento non è certamente sufficiente.

E in Italia?
In Italia, la quota di ricchezza netta personale detenuta dall’1% più ricco è cresciuta da circa il 16% nel 1995 ad oltre il 25% nel 2014. Nel 2008-2014 i 5.000 individui più ricchi hanno visto aumentare dal 2% a circa il 10% la loro quota di ricchezza, ora doppia di quella del 50% più povero (ASviS).
Fino al 2007, la crescita in Italia dei redditi della popolazione a più basso reddito è stata più elevata di quella dei redditi della popolazione complessiva. Tuttavia dal 2008, a causa della crisi economica, si sono registrate perdite più consistenti per i redditi relativamente più bassi. L’effetto negativo della crisi sui redditi più bassi si arresta soltanto nel 2016, ma con differenze importanti tra regione e regione (ISTAT). Inoltre, in Italia si sta verificando un mutamento dei fenomeni migratori: mentre precedentemente si osservava soprattutto migrazione per lavoro, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una crescente rilevanza di flussi in ingresso di persone in cerca di asilo e protezione internazionale.