GOAL 4 / Assicurare un’istruzione di qualità

di Monia Torre

Sin dalla Conferenza di Rio del 1992 l’istruzione per tutti è parte integrante delle iniziative per lo sviluppo sostenibile. Essa è ritenuta “fondamentale per migliorare la capacità delle persone di affrontare questioni ambientali e di sviluppo”, ambiti da incorporare come parte essenziale dell’apprendimento (Agenda 21).
Mentre l’intento generale resta lo stesso, l’Agenda 2030 ne ha implementato i sotto-obiettivi (target) che sono volti:

– a eliminare ovunque gli ostacoli legati al genere, all’età, al gruppo sociale di appartenenza o alla disabilità

– a sviluppare sistemi educativi in grado di fornire capacità di calcolo e alfabetizzazione adeguati

– a promuovere l’apprendimento permanente.
Per raggiungere questi target sono stati individuati degli strumenti concreti di attuazione che indicano la necessità di costruire strutture accessibili, di incrementare le borse di studio, e di aumentare la disponibilità di insegnanti qualificati anche attraverso progetti di cooperazione.
Su questi ultimi aspetti emerge come nel 2016 solo il 34% delle scuole primarie nei paesi meno sviluppati disponesse di elettricità. Dal 2010 al 2016 la percentuale di coloro che hanno seguito percorsi di istruzione primaria a livello globale è aumentata dal 63% al 70%  – i tassi di adesione più bassi si trovano in Africa subsahariana (41%) –  mentre il 58% di bambini e adolescenti che seguono un percorso di studi di scuola primaria e secondaria inferiore non raggiungono i livelli minimi di lettura e calcolo (UN).

E in Italia?
Secondo l’ISTAT, l’Italia, dove la partecipazione alla scuola dell’infanzia riguarda la quasi totalità degli interessati, è ancora agli ultimi posti in Europa per numero di laureati, tasso di abbandono e competenze. Fra gli iscritti al terzo anno delle scuole medie, il 34,4% nonraggiunge la sufficienza nelle competenze alfabetiche e il 40,1% in quelle matematiche. In media, il 26,1% degli studenti non raggiunge il livello A2 nella comprensione dell’inglese scritto e il 43,7% il livello A2 nella comprensione dell’inglese parlato. Dati che mostrano, oltre al gap rispetto agli altri paesi europei, una situazione di disuguaglianza territoriale e sociale “che può essere spiegata con la mancanza di opportunità, e rischia di prefigurare un circolo vizioso dove la povertà educativa va a sommarsi a situazioni già di forte deprivazione” (ISTAT – Rapporto SDGs 2019).