Rachel Carson e la primavera dell’ambientalismo

MARCO BOSCOLO

Le più importanti affermazioni contenute nel libro della signora Rachel Carson, ‘Primavera silenziosa’, sono volgari distorsioni di fatti reali, completamente prive di evidenze scientifiche sperimentali e contrarie all’esperienza pratica sul campo. La sua proposta che i pesticidi siano in effetti dei biocidi che distruggono tutta la vita è ovviamente assurda alla luce del fatto che senza prodotti biologici selettivi, questi composti sarebbero completamente inutili.
La vera minaccia alla sopravvivenza dell’uomo, quindi, non è chimica, ma biologica, sotto forma di orde di insetti che possono denudare le foreste, spazzare via i nostri campi coltivati, devastare le nostre riserve di cibo e lasciano sulla loro scia un treno di miseria e fame, esponendo una popolazione sottonutrita alle più pericolose malattie che flagellano l’umanità.

Robert White-Stevens, portavoce dell’industria chimica, in: CBS Reports “The Silent Spring of Rachel Carson” (1963)

Proprio all’inizio della trasmissione andata in onda il 3 aprile del 1963, sulla scia dell’enorme successo del libro di Rachel Carson, si vede un pick-up che si muove in una zona residenziale. Dal cassone posteriore, un uomo irrora con abbondante spray insetticida le case e i marciapiedi, mentre alcuni bambini lo osservano da distanza piuttosto ravvicinata. Né l’uomo, né i bambini indossano alcun tipo di protezione. Si tratta di un’immagine che oggi sarebbe impossibile in qualsiasi paese occidentale, perché a dispetto delle posizioni esposte da Robert White-Stevens, dagli anni Sessanta del Novecento a oggi è maturata una coscienza dei rischi che pesticidi ed erbicidipossono avere sull’ambiente e sull’uomo, ma che allora stava appena nascendo. A dare il via a questa presa di coscienza collettiva è stato Primavera silenziosa, il libro che ha reso la sua autrice celebre in tutto il mondo e ne ha fatto una delle fondatrici del movimento ambientalista americano e mondiale.

LA BIOLOGA CHE AMAVA LA LETTERATURA
Rachel Carson nasce il 27 maggio 1907 a Springdale, non lontano da Pittsburgh, in Pennsylvania, dove cresce con una passione per la vita all’aria aperta e per l’osservazione degli animali che vivono sul bacino del fiume Allegheny. Di indole solitaria e amante della scrittura, inizialmente studia “English composition” al Pennsylvania College for Women, ma poi il richiamo della scienza è più forte: si laurea in biologia alla Johns Hopkins University e dal 1931, per cinque anni, è parte del gruppo di zoologia dell’Università del Maryland. Nel 1936 diventa la seconda donna a venire assunta dal Bureau of Fisheries (il Dipartimento della Pesca) del governo americano, dove si occupa, come diremmo oggi, della divulgazione diventando presto la responsabile di tutte le iniziative editoriali. È il lavoro perfetto per lei, perché unisce la sua passione per la scrittura con quella per la natura e la scienza.
In parallelo con il lavoro principale, da freelance, scrive articoli per le principali riviste americane, da cui nascono tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta i tre libri che la rendono una popolare scrittrice: Under the Sea Wind (1941), The Sea Around Us (1951) e The Edge of the Sea (1955). In particolare, il successo del libro del 1951, tradotto anche in italiano con il titolo di Il mare attorno a noi (Orme editori, 2011), le consente di licenziarsi dal Bureau nel 1952 per dedicarsi completamente alla scrittura. Nel frattempo è diventata una scrittrice famosa, si è potuta comprare una casa sull’amata costa del Maine e comincia a raccogliere materiale per il prossimo libro, che non avrà più come argomento la biologia marina. Il lavoro per Primavera silenziosa, per cui arriverà ad accumulare una bibliografica che nell’edizione originale copre 55 pagine, inizia già dalla metà degli anni Cinquanta, ma è spesso interrotto dai problemi di salute: un tumore al seno, recidivo negli anni successivi, polmonite, flebiti, a cui va aggiunta la scomparsa della madre nel 1958.

IL POTERE DI DISTRUGGERE
Come riassume il presentatore della trasmissione della CBS, il mondo degli anni Sessanta è ormai un mondo “sintetico”, caratterizzato dalla potenza dell’atomo, dai missili e dai razzi spaziali, e dalla “cena congelata consumata di fronte alla TV”. Un mondo in cui l’uomo prende sempre più potere nei confronti dell’ambiente e lo manipola a proprio vantaggio. In questa potente accelerazione tecnico-scientifica, quella stessa che nel giro di pochi anni porterà al primo allunaggio e alla Rivoluzione Verde in agricoltura, Rachel Carson è una voce fuori dal coro, ricordando gli oltre 200 nuovi composti chimici che dagli anni Quaranta sono stati sviluppati allo scopo di uccidere insetti, erbe infestanti e roditori, e in generale tutti quegli organismi che vengono considerati “parassiti” rispetto alla produzione di cibo per il consumo umano.
A stimolare l’allarme della Carson sono segnali che vengono da diversi luoghi degli Stati Uniti, dove si registrano diminuzioni consistenti delle popolazioni di alcune specie, soprattutto di uccelli. A un certo punto, in Primavera silenziosa, la scrittrice racconta di una lettera che le arriva da una signora del Michigan, preoccupata per la morte quasi improvvisa di moltissimi pettirossi: “Possiamo immaginare”, scrive la lettrice, “una cosa più triste e orribile di una primavera senza il canto del pettirosso?”. La Carson, da grande scrittrice, trova in queste parole la metafora che dà il titolo al suo libro, ma si tratta di un segnale di qualcosa di più vasto delle preoccupazioni dell’abitante del Michigan. Dagli anni Cinquanta, il Dipartimento dell’Agricoltura americano combatte una guerra contro la formica di fuoco (Solenopsis invicta), una delle cento specie invasive più dannose al mondo secondo la classificazione l’Organizzazione internazionale per la conservazione della natura. Centinaia di migliaia di ettari di terre coltivate sono irrorati con alcuni dei 200 nuovi pesticidi, senza grossa preoccupazione per gli effetti collaterali che cominciano a emergere. Oltre alla moria dei pettirossi (Turdus migratorius), anche l’aquila di mare testabianca (Haliaeetus leucocephalus), uno dei simboli stessi degli Stati Uniti, sta diventando rara.
Per spiegare questa conseguenza sulle specie aviarie dell’effetto dei pesticidi impiegati in agricoltura, bisogna introdurre il concetto di bioaccumulo. E per farlo, forse l’esempio migliore che la Carson racconta in Primavera silenziosa, è quello di un lago californiano, poco più a nord di San Francisco, a due passi dalla foresta di Mendocino. Il Clear Lake è un luogo di villeggiatura montana, ma anche l’habitat prediletto di un insetto, Chaoborus astictopus, che assomiglia alla zanzara, con la sola differenza che non punge l’uomo. Nel 1949 si decide comunque di sterminarne la popolazione con l’impiego del DDD, un parente stretto del DDT (Dicloro-Difenil-Tricloroetano), il più noto pesticida tra quei famosi 200 appena sviluppati. La scelta cade sul DDD perché – ironicamente – “apparentemente meno nocivo per i pesci”, scrive la Carson. Nonostante la diffusione del pesticida, però, qualche anno più tardi l’insetto ritorna a infastidire pescatori e villeggianti, così il trattamento disinfestante viene ripetuto una seconda volta.
A fare maggiormente le spese dell’insetticida, però, sono soprattutto gli svassi, uccelli acquatici che vivono sul lago. La quantità di DDD immessa nel lago era apparentemente poca cosa (pari a 0,02 parti per milione), ma nel fitoplancton se ne trova una concentrazione molto maggiore (5 ppm); nei pesci che se ne nutrono, addirittura 300 ppm e così via lungo la catena alimentare fino agli svassi, dove la concentrazione di DDD era di circa 1600 ppm, più di una dose letale. Questo meccanismo di bioaccumulo è la dimostrazione, secondo la Carson, dell’incapacità di pensare a lungo termine, di prevedere le conseguenze di un’azione che vada ad alterare l’equilibrio della natura.

GLI ATTACCHI E LE CONSEGUENZE
Proprio il DDT, e i suoi simili, diventano la materia principale per uno scontro tra Rachel Carson, sostenuta dal nascente movimento ambientalista americano, e l’industria chimica.
Le accuse che le vengono mosse sono tante, talvolta andando oltre il contenuto del suo libro, come quando si prova a definirla incompetente, dimenticando la sua carriera scientifica, e attaccandola perché donna. Anche per questi motivi, dopo la pubblicazione, la Carson tiene sempre nascoste le sue condizioni di salute, temendo che possano offrire un appiglio ai suoi nemici. Ma il successo del libro, che diventa rapidamente un best seller, apre un dibattito pubblico molto più profondo. Rachel Carson viene accusata di voler impedire al progresso scientifico di fare il proprio corso, condannando alla malaria e alle altre malattie veicolate dagli insetti i paesi dell’Africa e mettendo a repentaglio la sicurezza alimentare americana. La Carson, però, non sostiene mai un divieto dell’impiego di pesticidi ed erbicidi, ma chiede che il loro impiego venga valutato attentamente, prendendo in considerazione le conseguenze che queste sostanze possono avere nel tempo e nello spazio. Quello che chiede, in sostanza, è che si faccia una valutazione dell’impatto e che i rischi connessi al loro impiego siano trasparenti. Laddove la bilancia tra rischi e benefici ricada comunque a favore dell’impiego della chimica, ben venga, come nel caso del DDT, che in alcuni casi è l’unica soluzione davvero efficace.
Primavera silenziosa segna l’inizio di un processo di consapevolezza dei rischi dell’impiego indiscriminato della tecnica ed è stato per molti dei suoi lettori un’introduzione a molti concetti fondamentali dell’ecologia e a un primo nucleo di idee ambientaliste moderne. Nel 1963 il presidente Kennedy chiede ai propri esperti scientifici un rapporto su insetticidi ed erbicidi, che segna simbolicamente il primo atto della politica ambientale americana, che culmina nella nascita nel 1970 dell’Agenzia americana per la Protezione dell’Ambiente (US Environmental Protection Agency) e due anni più tardi il DDT viene vietato negli Stati Uniti (in Italia il divieto è del 1978). La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, firmata nel 2001, è profondamente ispirata dal pensiero di Rachel Carson. Il DDT e altre sostanze con caratteristiche di persistenza nell’ambiente sono da impiegare solo in casi circoscritti, quando non vi siano alternative altrettanto efficaci ed efficienti.
La malattia si porta definitivamente via Rachel Carson un anno dopo la trasmissione della CBS, il 14 aprile del 1964. Non ha fatto in tempo a vedere concretizzarsi una serie di risultati che lei stessa ha ispirato. Ma fra tutti sarebbe probabilmente più felice per due notizie: nel 2007 l’aquila testabianca è stata espunta dalla lista delle specie americane in pericolo e dal 2008 ha guadagnato lo status di “minima preoccupazione” nella Lista Rossa della Union for Conservation of Nature.