La salute vien pedalando…anche in città

di Giuseppe Nucera

Pedalare e camminare all’aria aperta anche in spazi urbani porta a benefici per la salute più rilevanti dei danni causati dall’inalazione di aria insalubre, in quasi tutte le città più inquinate del mondo.
Questa l’analisi che emerge da un recente studio effettuato da un gruppo di ricercatori del Centre for Diet and Activity Research (CEDAR) e delMedical Research Council Epidemiology Unit, presso l’Università di Cambridge. Solo l’1% delle città al mondo risulterebbe avere livelli elevati di inquinamento atmosferico tali da rendere l’attività fisica all’aria aperta controproducente, portando cioè a rischi maggiori per la salute di ciclisti o corridori. Fare attività fisica sarebbe, al contrario, assolutamente positivo nel restante 99% delle città del mondo, dove, nonostante l’inquinamento da smog e traffico, le esternalità positive in termini di salute date dal muoversi in bici o camminare a piedi sarebbero maggiori.
I ricercatori dello studio, pubblicato su Preventive Medicine, hanno voluto sottolineare come tale risultato non stia a significare che l’inquinamento atmosferico non sia dannoso e non abbia conseguenze; piuttosto che anche in ambienti insalubri, l’attività fisica sia comunque preferibile a uno stato di inattività. Questo in linea con le raccomandazioni globali sull’attività fisica delineate dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Salute, secondo cui l’inattività risulterebbe essere il quarto più importante fattore di rischio per la mortalità a livello globale.
Francesca Racioppi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, intervenuta al convegno “Scienza e bicicletta: le nuove frontiere di una passione” tenutosi a Desenzano del Garda lo scorso 6 maggio, ritiene che l’analisi a cui giunge lo studio, ossia che i vantaggi di fare attività fisica in città prevalgono sugli svantaggi dati dall’inquinamento, sia «un’informazione molto importante per i decisori politici, non tanto perché significa che non dobbiamo interessarci della salubrità dell’aria ma perché ci conferma che più noi investiamo in politiche di miglioramento della qualità dell’aria più aumenta il beneficio che potrebbe derivare dalla mobilità attiva».

In effetti, modellando gli effetti della bicicletta e del muoversi a piedi in relazione con diversi livelli di inquinamento atmosferico, lo studio inglese è riuscito a stabilire per ogni differente contesto urbano il punto di pareggio: il periodo di tempo dopo il quale non vi sarebbe più ulteriore beneficio per la salute e il danno da inquinamento atmosferico comincerebbe dunque a essere maggiore. La situazione varia in modo consistente da città a città del globo: ad esempio, Londra risulterebbe essere una delle città assolutamente positive per l’attività fisica, permettendo ai propri ciclisti e corridori di raggiungere sempre maggiori benefici rispetto ai danni per inquinamento atmosferico. Invece a Delhi, città con livelli di inquinamento 10 volte superiori a quelli della capitale inglese, i danni da smog supererebbero le esternalità positive sulla salute appena dopo 5 ore di attività fisica alla settimana.

Francesca Racioppi afferma che secondo l’OMS se tutti i cittadini dell’unione europea di età compresa tra i 20 e i 74 anni andassero in bici o camminassero 15 minuti in più al giorno, nell’Unione Europea si potrebbero prevenire circa 100.000 morti premature ogni anno. Non solo, l’aumento della mobilità leggera porterebbe anche a una diminuzione della mortalità per incidenti stradali, con 10 mila vittime in meno all’anno in Europa nel caso in cui si raggiungessero alti livelli di mobilità ciclabile (almeno il 30%).
Ma pedalare non fa guadagnare solo in salute: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato in 110 miliardi di euro il risparmio in spese sanitarie dovuto all’incremento dell’uso della bici in Europa, e considera che il risparmio generato dalla riduzione dell’inquinamento ambientale e acustico derivante dall’uso della bici in Europa sia superiore ai 3 miliardi di euro. Escluse da questo conteggio le coperture per le spese sanitarie relative agli incidenti stradali, che solo in Italia rappresentano 30 miliardi di euro di spesa e il triste traguardo di quasi 4.000 morti l’anno.
On line l’OMS mette a disposizione HEAT, Health Economic Assestment Tool, uno strumento che offre in pochi passi una valutazione economica dei benefici per la salute del muoversi a piedi o in bicicletta attraverso la stima del valore di riduzione della mortalità che deriva da una determinata quantità di movimento a piedi o in bicicletta.