GOAL 2 / Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione

di Cristiana Pulcinelli

Dopo un lungo periodo in cui il numero di persone che soffrono la fame nel mondo è continuato a scendere, oggi sta risalendo. Le guerre, la siccità e i disastri naturali connessi al cambiamento del clima sono le principali cause di questo preoccupante fenomeno. La  percentuale di persone sottonutrite nel mondo infatti è salita dal 10,6% del 2015 all’11% del 2016, questo vuol dire che ci sono oltre 800 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame.
Molti sono bambini: si calcola che nel 2017 hanno sofferto di un ritardo della crescita perché denutriti ben 151 milioni di bambini sotto i 5 anni d’età. Ma i bambini sono anche vittime della malnutrizione: sullo stesso pianeta in cui tanti soffrono la fame troviamo infatti 38 milioni di bambini sovrappeso, con i rischi per la salute che questo comporta.

Oltre ad eliminare la fame, l’obiettivo 2 mira quindi a porre fine a tutte le forme di malnutrizione: la qualità del cibo è altrettanto importante quanto la quantità di cibo. Nei target sono inoltre presenti gli aspetti economici, come ad esempio raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei piccoli agricoltori entro il 2030, anche in considerazione della rapida crescita della domanda globale di cibo.  Tuttavia, si chiede esplicitamente di evitare un aumento della produzione di ciboche possa danneggiare l’ambiente. Mentre si punta a favorire la biodiversità.

E in Italia?
Nel contesto italiano, i progressi verso questo obiettivo possono essere monitorati principalmente nei campi della lotta alle cattive abitudini alimentari, del sostegno allo sviluppo rurale e della promozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale.
Nel nostro paese un bambino su tre (6-10 anni) è in sovrappeso, anche se la tendenza è al miglioramento (ISTAT). In agricoltura, continua ad aumentare la superficie investita in coltivazioni biologiche e diminuisce l’impiego dei fitofarmaci, ma aumentano anche le emissioni di ammoniaca, tornate ai livelli del 2010, e non diminuisce l’impiego dei fertilizzanti. Continua a ridursi, inoltre, l’indice di orientamento all’agricoltura della spesa pubblica, in direzione contraria a quanto auspicato dall’Agenda 2030.