GOAL 1 / Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo

di Cristiana Pulcinelli

Negli ultimi trent’anni molti progressi sono stati fatti nella direzione indicata dal primo obiettivo per lo sviluppo sostenibile, basti pensare che nel 2013 in tutto il mondo il numero delle persone in estrema povertà (definita come la condizione di chi vive con meno di 1,90 dollari al giorno) era un terzo di quello del 1990. Ciononostante, oggi più di 800 milioni di persone, il 70% delle quali sono donne, vivono ancora in questa condizione.
Uno dei sotto-obiettivi (chiamati target) del Goal 1 è proprio eliminare la povertà estrema entro il 2030.
Un altro target importante è dimezzare il numero di uomini, donne e bambini che vivono in sacche di povertà presenti nelle singole realtà nazionali. E’ da notare che la povertà non dipende solo da quanto si guadagna: ad esempio, si calcola che solo il 45% della popolazione del mondo è coperta da una qualche forma di protezione sociale, come assistenza sanitaria, pensione di invalidità, scuola, insomma quei servizi che garantiscano i diritti fondamentali del cittadino all’istruzione, la casa, la salute.
I poveri inoltre sono particolarmente vulnerabili alle crisi economiche e politiche, alle problematiche di biodiversità e degli ecosistemi, delle catastrofi naturali e della violenza.
Ad esempio, si calcola che nel 2017 le perdite economiche attribuite a disastri naturali superino i 300 miliardi di dollari. Tra i target del primo goal quindi troviamo anche realizzare sistemi di protezione sociale nei diversi paesi e ridurre l’esposizione agli eventi climatici estremi.

E in Italia?

Secondo il rapporto 2019 dell’ISTAT, In Italia la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 28,9%. Le persone considerate in povertà presentano almeno una delle seguenti situazioni:

1) sono a rischio di povertà di reddito;
2) sono gravemente deprivate materialmente;
3) vivono in famiglie con una molto bassa intensità lavorativa.

Dopo il forte peggioramento osservato negli anni 2011-2012 , la situazione appare in miglioramento, anche se le disparità regionali sono molto ampie. Continuano a peggiorare la povertà assoluta e la povertà relativa individuale, ma si riducono la grave deprivazione materiale e la quota di popolazione che non ha effettuato cure mediche di cui aveva bisogno perché troppo costose (ASviS).
Nel 2017 si stima siano 5 milioni e 58mila gli individui in povertà assoluta nel nostro Paese.